Kering: Il mercato scommette su Luca De Meo

Abbiamo sempre pensato che per essere dei bravi analisti non serve solo leggere dei bilanci e interpretare dei numeri. Capita a volte infatti di assistere a dei trend che i numeri non possono spiegare o giustificare, come quelli che analizziamo oggi.
Il titolo Kering è schizzato del 56% in soli tre mesi. La cosa curiosa è che non è grazie a risultati economici brillanti. Anzi, i conti dell’azienda non sono per nulla migliorati.
Ma allora, cosa sta succedendo? La risposta non è nei numeri ma nelle persone: il mercato non sta comprando i numeri di Kering, ma sta scommettendo su Luca de Meo, il nuovo leader.

Prima dell’arrivo di De Meo, Kering navigava in cattive acque, Gucci ad esempio, il marchio principale e motore del gruppo, ha perso smalto e non riesce a ingranare.
La struttura interna è risultata meno efficace rispetto a quella di colossi rivali come LVMH o Hermès.
Il bilancio era appesantito da un debito considerato un po’ troppo alto, e diversi tentativi di rilancio in passato erano falliti, deludendo gli azionisti.
In sintesi, l’azienda aveva un disperato bisogno di una scossa e di una nuova speranza.
L’arrivo di Luca de Meo ha cambiato completamente la musica, non nei conti, ma nella percezione del futuro. Ecco perché è considerato l’uomo giusto al momento giusto:
Viene dal settore automobilistico, un mondo spietato e super organizzato. Questo fa pensare che possa risolvere i problemi strutturali di Kering. La sua inesperienza nel lusso è vista come un vantaggio e non come uno svantaggio, perché porta una mentalità nuova. Ha una comprovata capacità di modernizzare marchi storici e renderli di nuovo desiderabili. Il suo carisma è fondamentale per ridare fiducia e un’immagine vincente a Kering, e, essendo italiano, ha una sensibilità culturale perfetta per gestire marchi iconici come Gucci, Bottega Veneta e Brioni.

Come sa bene un investitore consapevole, In borsa, la speranza è una merce preziosa. De Meo incarna la promessa di un futuro brillante, e gli investitori sono disposti a pagare oggi per i successi di domani.

Per capire la portata dell’ “effetto De Meo”, la performance degli ultimi tre mesi di Kering è stata del 56% contro il 10% di LVMH, lo 0% di Richemont e addirittura un -7% di Hermès.

È evidente che Kering non sta solo seguendo il mercato, lo sta dominando, grazie alla fiducia riposta nel suo nuovo comandante.

Riassumendo chi compra oggi azioni Kering non sta comprando un’azienda per i suoi profitti attuali, ma sta facendo una scommessa numerica sul futuro: se De Meo riuscirà a riportare Kering a generare i 3 miliardi di euro di utili di un paio di anni fa, allora il prezzo attuale del titolo, anche dopo questo incredibile rialzo, sembrerà un affare.

Attenzione però: De Meo ha già detto che ci vorrà tempo, presentando un piano strategico che vedrà la luce solo nella primavera del 2026. Fino ad allora, il suo compito sarà quello di continuare a far sognare gli azionisti, mentre lavora per trasformare quei sogni in solidi numeri.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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