Cisco, trimestre e anno da record

oggi parliamo di Cisco Systems, che il 12 agosto 2026 ha pubblicato i risultati del quarto trimestre e dell’intero anno fiscale 2026. E possiamo dirlo subito: è stato un trimestre e un anno da incorniciare per l’azienda di San Jose.

Partiamo dal quadro generale, quello tracciato dal CEO Chuck Robbins. Cisco ha chiuso l’anno fiscale con ricavi record oltre 63,3 miliardi di dollari, in crescita del 12% anno su anno. Non solo: Robbins ha sottolineato che nel 2026 Cisco ha registrato il miglior margine operativo e i migliori utili per dipendente degli ultimi 30 anni. Il motivo, secondo il management, è chiaro: siamo nel pieno di quello che Cisco chiama un “networking super cycle”, un ciclo pluriennale e multimiliardario di investimenti nelle reti, alimentato dall’adozione dell’AI agentica, che da un lato richiede infrastrutture di rete sempre più potenti per gestire traffico e inferenza, e dall’altro amplia la superficie di attacco, spingendo la domanda anche di sicurezza e osservabilità.

Scendendo nel dettaglio del trimestre, Cisco ha registrato ricavi trimestrali record per 17,3 miliardi di dollari, in crescita del 18% anno su anno, con i ricavi da prodotto in aumento del 24%. L’utile per azione non-GAAP è cresciuto del 23% nel trimestre e del 14% sull’intero anno, segno che la redditività sta crescendo più velocemente del fatturato: una leva operativa che l’azienda ha rivendicato con orgoglio lungo tutta la call.

E qui arriva uno dei dati più interessanti della giornata: la crescita degli ordini. Gli ordini di prodotto totali sono saliti del 35% anno su anno nel quarto trimestre, con gli ordini legati agli hyperscaler in crescita a tripla cifra. Anche togliendo l’effetto hyperscaler, la crescita resta comunque del 25%. Gli ordini enterprise sono accelerati al 21%, con crescita a doppia cifra in ogni categoria di prodotto e in ogni area geografica, mentre il settore pubblico è cresciuto del 30%, trainato dagli Stati Uniti sul fronte federale. Il segmento service provider e cloud, invece, è esploso con un +95%, e quattro dei principali hyperscaler hanno registrato ordini di infrastruttura AI in tripla cifra.

Il tema dell’intelligenza artificiale è naturalmente il filo conduttore di tutta la trimestrale. Cisco ha incassato 4 miliardi di dollari di ordini AI infrastructure nel solo quarto trimestre, portando il totale dell’anno fiscale a 9,3 miliardi di dollari, ovvero circa 4,5 volte il dato dell’anno fiscale 2025. Per il fiscal year 2027, Cisco punta per la prima volta a un ricavo da infrastruttura AI per gli hyperscaler pari a 7,5 miliardi di dollari — attenzione, è un dato di ricavo, non di ordini. Per contestualizzare: nel 2026 l’AI infrastructure per gli hyperscaler pesava circa il 6% dei ricavi totali, contro meno del 2% nel FY2025.

Sul fronte tecnologico, Robbins ha rivendicato tre nuove design win con hyperscaler nel trimestre legate al sistema P200 basato su Silicon One per lo “scale-across” — la capacità di connettere GPU distribuite su più data center — un’area che il management descrive come appena all’inizio, con la generazione di traffico dello scale-across stimata fino a 14 volte quella tradizionale dell’interconnessione tra data center.

Passiamo alla parte più propriamente “networking”: gli ordini di prodotti di rete sono cresciuti del 40% nel trimestre, con crescita a tripla cifra nel routing service provider e in Acacia optics, e a doppia cifra in switching data center, campus switching, wireless enterprise e IoT industriale. Cisco parla dell’ottavo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra per il portafoglio networking nel suo complesso — un dato che rafforza la tesi del ciclo pluriennale. Da segnalare anche un ordine molto simbolico: una grande banca globale statunitense ha ordinato 1.000 Data Center Smart Switch Cisco, sostituendo sia un concorrente storico nel networking sia uno nel firewall.

Sul fronte sicurezza, la crescita è stata del 14% anno su anno, con oltre 1.500 nuovi clienti nel trimestre, per un totale di oltre 6.400 nuovi clienti dal lancio. Gli ordini sui firewall sono cresciuti oltre il 30%. Anche la collaborazione ha avuto il miglior trimestre in sette anni, con i dispositivi video in crescita del 40%.

Passiamo ora ai numeri finanziari illustrati dal CFO Mark Patterson. L’utile netto non-GAAP del trimestre è stato di 4,9 miliardi di dollari, con un EPS non-GAAP di 1,22 dollari, entrambi record e in crescita del 23%. Il margine operativo non-GAAP si è attestato al 35,9%, in miglioramento significativo grazie alla disciplina sui costi operativi — Patterson ha evidenziato che, a fronte di un margine lordo in calo di 2,1 punti, l’incidenza dell’OPEX sui ricavi è scesa di 3,7 punti, portando il margine operativo dal 34,3% al 35,9%. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Cisco ha restituito 3,2 miliardi di dollari nel trimestre e 12,7 miliardi nell’intero anno fiscale, pari a un notevole 99% del free cash flow generato. Il dividendo è stato inoltre aumentato per il quindicesimo anno consecutivo.

E arriviamo alla parte che i mercati aspettavano di più: la guidance. Per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027, Cisco si attende ricavi tra 18 e 18,2 miliardi di dollari e un EPS non-GAAP tra 1,32 e 1,34 dollari. Per l’intero anno fiscale 2027, la guidance indica ricavi tra 72,2 e 73,4 miliardi di dollari — che al punto medio implicano una crescita di circa il 15% — e un EPS non-GAAP tra 5,05 e 5,11 dollari, che tradotto in crescita significa un +17% sulla parte bassa della conto economico, ancora una volta più veloce del top line.

Nonostante i numeri da record però, il titolo Cisco è sceso nel dopo mercato del 9% circa perché gli investitori si sono concentrati non tanto sui ricavi o sull’EPS, quanto sulla compressione dei margini.

Il punto centrale è il margine lordo non-GAAP, sceso al 66,3% dal 68,4% dell’anno precedente (il margine lordo di prodotto è calato di circa 270 punti base, al 64,8%), per via del rincaro dei componenti hardware — soprattutto i costi di memoria — usati nelle apparecchiature di rete. È lo stesso tema che il CFO Mark Patterson aveva anticipato in call parlando di un “gross margin headwind” legato al mix crescente di hardware ad alto volume nel 2027.

A peggiorare la percezione ha contribuito anche la guidance sul margine lordo per il primo trimestre 2027, indicata al 65%-66%, quindi in ulteriore compressione rispetto al trimestre appena chiuso — un segnale che il mercato ha letto come conferma che la pressione sui costi non si esaurirà a breve.

Un altro passaggio interessante ha riguardato il rallentamento apparente della crescita degli ordini combinati telco/cloud, passata dal 105% al 95%: Robbins ha chiarito che si tratta più che altro di un effetto di confronto statistico legato alla base dell’anno precedente, e non di un rallentamento reale della domanda — anzi, gli ordini telco sono accelerati oltre il 30%, segno che anche gli operatori di telecomunicazioni stanno investendo per prepararsi al traffico generato dallo scale-across dell’AI.

Molto seguito anche il tema dei budget enterprise: alla domanda su quanto sia sostenibile la spesa dei clienti, Robbins ha risposto che le aziende stanno riallocando budget esistenti verso l’IT, spinte da tre urgenze che stanno diventando “non opzionali”: la prontezza per l’AI, la cosiddetta “Mythos readiness” — collegata alla fine del supporto su apparati datati e non più aggiornabili — e la prontezza quantistica, con Cisco che sta spingendo prodotti compatibili con la crittografia post-quantistica

Infine, sul fronte supply chain, il management ha voluto rassicurare gli investitori: nessun problema significativo sui lead time, grazie a un rapporto diretto con TSMC senza intermediari e a una gestione attiva delle scorte strategiche. Sul tema degli aumenti di prezzo, applicati soprattutto ai prodotti con maggiore utilizzo di memoria, Patterson ha quantificato un impatto di circa quattro-cinque punti percentuali sulla crescita del fatturato, definendoli comunque “l’ultima risorsa” per l’azienda.

In sintesi: Cisco chiude un anno fiscale record, alza la guidance per il 2027 puntando su un mix di crescita AI e di un business tradizionale che il management descrive come sorprendentemente solido, e conferma la propria centralità nel racconto degli investimenti infrastrutturali legati all’intelligenza artificiale. Il prossimo appuntamento con i conti trimestrali è fissato per giovedì 12 novembre 2026, quando Cisco pubblicherà i risultati del primo trimestre dell’anno fiscale 2027.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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