Gli Hedge Fund “scaricano” l’intelligenza artificiale

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I fondi hedge statunitensi hanno ridotto le partecipazioni nelle “Magnificent Seven” nel terzo trimestre, attuando una marcata rotazione del capitale. In un contesto di mercato decisamente positivo, i grandi gestori hanno deciso di prendere profitto e di ridimensionare le loro posizioni sui titoli che in precedenza avevano guidato il mercato.

Il dato più incoraggiante è che i fondi non sono usciti dal mercato, ma hanno semplicemente spostato il loro focus. Questo significa che c’è ancora fiducia nella crescita economica, ma si cercano opportunità in settori meno esposti alle valutazioni elevate.

La liquidità è stata indirizzata verso aree specifiche che gli esperti ritengono sottovalutate o con un migliore potenziale di crescita residua. I settori privilegiati sono stati il software applicativo, l’e-commerce e i servizi di pagamento, come dimostrano gli acquisti di Adobe, Dynatrace ed Etsy.

È un segnale che il “denaro intelligente” sta cercando la prossima ondata di crescita fuori dal clamore mediatico dell’intelligenza artificiale. Inoltre, non tutte le “Magnificent Seven” sono state scaricate.

Balyasny ha aumentato in modo significativo la sua esposizione su Apple, mentre Discovery e Berkshire Hathaway hanno assunto nuove, importanti posizioni in Alphabet, indicando una selezione attenta all’interno del comparto tecnologico.

Il messaggio negativo più forte riguarda la percezione che le azioni dei giganti tecnologici, in particolare quelle legate al boom dell’intelligenza artificiale come Nvidia, siano diventate troppo costose.

Le grandi riduzioni di partecipazione in Nvidia (Bridgewater ha tagliato quasi due terzi, Coatue il 14,1%) e Meta (tagliati oltre il 60% da Tiger Global e circa il 35% da Lone Pine) riflettono la preoccupazione che i multipli di valutazione attuali non siano sostenibili. Per l’investitore, questo suggerisce che è improbabile che questi titoli replichino nel breve termine i guadagni straordinari visti finora.

Un altro punto di cautela riguarda il rischio di timing e di errore di valutazione che colpisce anche gli investitori più esperti. L’esempio di Fiserv è illuminante: alcuni fondi hanno incrementato le loro posizioni in questa società di pagamenti proprio prima che annunciasse risultati deludenti e tagliasse le previsioni, causando una perdita di circa 30 miliardi di capitalizzazione in un solo giorno.

Questo dimostra che, sebbene la rotazione sia un segnale di ricerca di valore, non garantisce il successo immediato e le sorprese negative sono sempre dietro l’angolo.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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