SpaceX, trimestrale Q2 2026
Oggi parliamo della trimestrale di SpaceX relativa al secondo trimestre del 2026, presentata il 4 agosto da Bastrop, in Texas, con Elon Musk, Gwynne Shotwell e il CFO Bret Johnsen.
Partiamo dai numeri, perché raccontano da soli una crescita fuori scala. I ricavi del trimestre sono stati di 7,8 miliardi di dollari, in crescita del 92% rispetto ai 4,1 miliardi dell’anno precedente. La perdita netta si è quasi dimezzata, scendendo a 541 milioni, mentre l’EBITDA rettificato è quasi triplicato, arrivando a 3,5 miliardi di dollari, +191% anno su anno.
Il primo grande filone riguarda Starship. Negli ultimi novanta giorni ci sono stati due voli del veicolo B3, e il Volo 13 ha dimostrato le capacità necessarie per raggiungere l’orbita e tornare a Starbase per essere recuperato al volo. Ma il passaggio più memorabile è quello sulle ambizioni di lungo periodo: oggi SpaceX porta in orbita circa 2.500 tonnellate l’anno con i Falcon — già l’80-90% di tutta la massa lanciata dall’umanità — ma con Starship l’obiettivo dichiarato è superare 1 milione di tonnellate l’anno, fino a un possibile traguardo di 10 milioni. Un salto di scala che, dice Musk, renderebbe qualsiasi concorrente invisibile su un grafico comparativo.
Il secondo filone è Starlink. Qui i dati operativi sono impressionanti: 1,7 milioni di nuovi abbonati consumer netti nel trimestre, il miglior risultato di sempre, con un ARPU stabile a 66 dollari al mese. La costellazione ha raggiunto circa 10.200 satelliti operativi, con 800 terabit al secondo di capacità di downlink. Musk lancia una previsione ambiziosa e volutamente provocatoria: non è impossibile che, in meno di dieci anni, Starlink arrivi a fornire la maggioranza del traffico internet mondiale nei paesi in cui può operare, sostenuto dalla crescita esplosiva della domanda di banda generata da intelligenza artificiale e robotica.
Sul fronte enterprise e governativo, segnalano oltre 6 miliardi di dollari di nuovi contratti governativi vinti nel trimestre, nuove partnership aviation con American Airlines, Southwest, Virgin Atlantic, Iberia e Aer Lingus, e una penetrazione ancora sotto il 10% nel solo settore aviation — segno di un margine di crescita enorme. Interessante anche la spedizione dello spettro EchoStar, appena approvata dalla FCC, che apre la strada a Starlink Mobile.
Il terzo grande blocco è l’intelligenza artificiale, ormai terzo pilastro del business accanto a spazio e connettività. Il segmento AI ha generato 2,6 miliardi di ricavi, in crescita del 247% anno su anno, e per la prima volta l’EBITDA rettificato del segmento è diventato positivo, a 1,1 miliardi di dollari. Musk annuncia l’uscita imminente di Grok 4.6 e poi Grok 4.7, e conferma l’obiettivo di integrare l’intero corpus di dati SpaceX nell’addestramento di Grok 5 entro fine anno. Parla anche di scelta esclusiva dell’architettura Nvidia Vera Rubin e dell’acquisizione di Cursor, ormai vicina alla chiusura regolatoria.
Per quanto riguarda il capitale, il CFO Bret Johnsen ripercorre un trimestre “trasformativo”: l’IPO ha raccolto circa 85,7 miliardi di dollari netti, seguita da un’emissione obbligazionaria investment grade da 25 miliardi di dollari. La società chiude il trimestre con 100 miliardi di dollari di liquidità e titoli negoziabili e un backlog di 47,5 miliardi. Il capex trimestrale è stato di circa 18,4 miliardi, di cui 15,8 miliardi destinati all’infrastruttura di calcolo per l’AI.
Ed è proprio qui che arriva forse l’annuncio più atteso dagli analisti: Johnsen dichiara l’obiettivo di raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro dicembre di quest’anno, grazie soprattutto ai nuovi accordi di cloud computing. Musk rincara la dose, rivelando che la proiezione interna per raggiungere 1.000 miliardi di dollari di ricavi annuali è stata anticipata dal 2031 al 2030, con una possibilità non nulla che accada già nel 2029.
Musk paragona il proprio vantaggio ingegneristico nei razzi applicato ai data center terrestri a “una squadra della Major League che gioca contro una Little League”, e si sbilancia su una possibile scarsità futura di memoria informatica, con una domanda che cresce del 200% l’anno contro un’offerta che cresce solo del 20%, il che — dice — spingerà i prezzi al rialzo, non al ribasso.
Per chiudere ecco gli aggiornamenti sul programma di allunaggio umano: Shotwell conferma l’obiettivo di mettere piede sulla Luna nel 2028, con la missione Artemis III prevista per il prossimo anno.
Insomma: una trimestrale che intreccia tre storie di crescita — razzi, connettività satellitare e intelligenza artificiale — con numeri e promesse che, come sempre in casa SpaceX, viaggiano su una scala fuori dal comune.



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