Già finita l’euforia?

La notizia che domina i mercati oggi è un paradosso. Ieri a Wall Street abbiamo assistito a un vero e proprio fuoco d’artificio: Oracle, un gigante dell’informatica che molti consideravano un po’ invecchiato è esploso al rialzoguadagnando quasi il 36% in un solo giorno. Parliamo di un aumento di valore di 242 miliardi di dollari in poche ore, una cifra colossale.

La ragione di tutto questo? l’Intelligenza Artificiale ovvio. Oracle ha comunque dimostrato di essere un giocatore fondamentale in questa partita con un portafoglio ordini gigantesco. E il mercato terrorizzato dalla paura di perdere il treno – quella che in gergo chiamiamo FOMO si è buttato a capofitto sul titolo.
Ma ecco il paradosso, questo rally spettacolare non ha contagiato il resto del listino. Anzi, gli altri indici sono rimasti quasi fermi o sono scesi, persino un colosso come Apple ha perso il 3% dopo aver presentato prodotti giudicati poco innovativi senza quel tocco di Intelligenza Artificiale che oggi sembra l’unica cosa che conti.

Questo dimostra che nella sostanza gli investitori in realtà hanno la testa da un’altra parte. L’euforia per una singola azienda non basta a scacciare il vero grande fantasma che aleggia sui mercati, l’inflazione.
Il dato uscito oggi ci dice che si è attestata al 2.9%, esattamente come previsto dagli analisti. Anche il dato core, quello depurato dai prezzi più volatili di energia e alimentari e che la banca centrale guarda con più attenzione è uscito in linea con le attese al 3.1%. Quindi da questo punto di vista niente sorprese.
La mia considerazione da analista è che oggi non si compra più la tecnologia in generale, si è scatenata una caccia ossessiva e selettiva a chiunque possa dimostrare di guadagnare davvero con l’Intelligenza Artificiale. Oracle ci è riuscita ed è stata premiata. Apple per ora no ed è stata punita. Siamo in una fase in cui non basta più parlare di futuro, bisogna mostrare i profitti.

La vera storia che guida i mercati non è il +36% di una singola azienda ma il fatto che nonostante quella notizia, il resto del mondo finanziario sia rimasto fermo, cauto, quasi spaventato. Questo ci dice che la vera partita si giocherà sull’economia reale, sull’inflazione e sulle parole che userà il governatore della Fed la prossima settimana per descrivere le mosse future.

Condividi l'articolo

Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

Commento all'articolo