Dato NFP agosto 2026
Sono da poco usciti i dati sul mercato del lavoro americano più attesi del mese: i Non-Farm Payrolls di agosto. E la sorpresa è grossa.
Partiamo dal numero chiave: a agosto l’economia USA ha creato 162.000 posti di lavoro, contro attese degli economisti ferme intorno ai 53-58.000. Parliamo quindi di un dato quasi triplo rispetto al consensus, il miglior mese di creazione di occupazione da marzo 2026. Un vero e proprio “blowout“, come lo hanno definito diverse testate finanziarie americane.
Perché questo dato pesa così tanto? Perché arriva dopo il rapporto di luglio, che invece aveva sorpreso in negativo, con una contrazione di 23.000 posti di lavoro. Quel dato debole aveva fatto scendere sotto il 50% le probabilità, secondo i future sui tassi, di una nuova stretta monetaria da parte della Fed nella riunione di metà settembre. Ora, con questo balzo di agosto, e con revisioni al rialzo di giugno e luglio per altri 55.000 posti complessivi, lo scenario torna a essere molto più incerto, e i mercati stanno ricalcolando in tempo reale le probabilità di un rialzo dei tassi.
Guardiamo gli altri numeri. Il tasso di disoccupazione resta fermo al 4,1%, in linea con le stime, con la partecipazione alla forza lavoro che sale leggermente al 61,6%, pur restando sotto i livelli di inizio anno. Sul fronte salari, la crescita resta moderata: +0,3% su base mensile e +3,1% su base annua, con la retribuzione oraria media che sale a 37,75 dollari. Numeri che, per ora, non segnalano pressioni salariali fuori controllo.
E i settori? A trainare sono stati i servizi di ristorazione, con 59.000 nuovi posti, e l’istruzione pubblica locale, con 42.000. Bene anche il manifatturiero, +16.000, mentre la sanità cresce di 13.000 posti ma sotto la sua media degli ultimi dodici mesi. Unica nota stonata: il settore dell’informazione, che perde 23.000 posti tra elaborazione dati, editoria e broadcasting.
Sul fronte mercati, la reazione è stata immediata: i future sul Dow Jones hanno girato al ribasso subito dopo la pubblicazione del dato. La lettura degli investitori è chiara: un mercato del lavoro così solido riduce lo spazio per un atteggiamento accomodante della Fed, e riaccende la discussione su un possibile rialzo dei tassi nella riunione del 15 e 16 settembre, invece che su un taglio come alcune banche, tra cui Citi, avevano ipotizzato più in là nell’autunno.
In sintesi: dato del lavoro molto più forte del previsto, disoccupazione stabile al 4,1%, salari sotto controllo, ma la vera partita adesso si gioca sulle prossime mosse della Federal Reserve.



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