ENI Q3 2025: Produzione oltre le attese, Cassa solida e Buyback aumentato.
Risultati di ENI per il terzo trimestre (Q3) 2025.
In sintesi, ENI sta andando molto bene. Nonostante uno scenario economico esterno difficile, con prezzi del petrolio più bassi rispetto all’anno scorso, l’azienda ha dimostrato grande solidità. Sta producendo più petrolio e gas, sta facendo progressi rapidi sui nuovi progetti e sta guadagnando di più dai business della transizione energetica, come i biocarburanti.
La fiducia è così alta che l’azienda ha aumentato sia le previsioni di cassa per l’anno sia il programma di riacquisto di azioni (buyback) per premiare gli azionisti.
Le Cose Positive
- Più Produzione (Il Motore Gira Forte): La produzione di petrolio e gas è cresciuta molto: +8,5% rispetto a un anno fa. Questo è il cuore del business di ENI e sta performando oltre le attese, grazie all’avvio di nuovi giacimenti (come in Angola e Norvegia) che stanno entrando in funzione più velocemente del previsto.
- Progetti Strategici in Anticipo: ENI è molto efficiente nella gestione dei grandi progetti. In Angola (progetto Azule), hanno iniziato a produrre da un nuovo hub con quasi un anno di anticipo sulla tabella di marcia. Hanno anche approvato nuovi grandi progetti per il Gas Naturale Liquefatto (GNL), in Mozambico e Argentina.
- Il “Modello Satellite” Funziona: ENI sta vendendo quote di minoranza dei suoi nuovi business (come la cattura della CO2, o CCUS) e di alcuni giacimenti (come Baleine in Costa d’Avorio) a partner strategici. Questo fa due cose ottime: fa entrare subito molti soldi in cassa e fa “emergere” il valore di queste attività, dimostrando al mercato quanto valgono.
- Transizione (Enilive) in Crescita: Il segmento Enilive (che include biocarburanti e stazioni di servizio) ha visto i profitti operativi (EBIT) crescere del 26% rispetto all’anno scorso. Hanno anche ottenuto l’approvazione per convertire un’altra raffineria tradizionale (Sannazzaro) in una bioraffineria, accelerando l’obiettivo di triplicare la capacità bio entro il 2030.
- Profitti Solidi (Nonostante il Petrolio Debole): Anche se il prezzo del petrolio è sceso del 14%, il profitto operativo (EBIT adjusted) è stato di 3,0 miliardi di euro, in crescita rispetto al trimestre precedente e quasi in linea con l’anno scorso. In pratica, l’efficienza e la maggiore produzione hanno quasi cancellato l’effetto negativo dei prezzi più bassi.
Le Cose Negative
- Plenitude (Rinnovabili e Retail) Rallenta: Questo segmento (che include energie rinnovabili, colonnine di ricarica e vendita di luce/gas) ha guadagnato meno rispetto all’anno scorso (EBIT “softer”). La causa principale è la fine di alcuni incentivi nel mercato retail (vendita ai clienti finali), che ha ridotto i margini.
- La Chimica (Versalis) Soffre Ancora: Il settore chimico rimane il punto debole. Il mercato è ancora molto fiacco e la domanda bassa. ENI sta ristrutturando questa divisione, ma ammette che è “ancora molto presto” per vedere miglioramenti significativi.
- Il Contesto (Vento Contro): Sebbene ENI abbia superato la sfida, è importante notare che il contesto esterno era negativo. Il prezzo del petrolio è sceso di 10$/barile e il dollaro USA si è indebolito, fattori che normalmente danneggerebbero molto i conti.
Cosa Significa per il Futuro (Prospettive 2025)
Grazie a questi ottimi risultati, ENI ha migliorato le sue previsioni per l’intero anno 2025:
- Più Produzione: Si aspettano ora di produrre più petrolio e gas del previsto (guida alzata a 1.710-1.720 milioni di barili/giorno).
- Più Cassa: Si aspettano di generare più cassa dalle attività operative (guida alzata a 12 miliardi di euro).
- Meno Spese (Nette): Grazie ai soldi incassati dalle vendite delle “quote satellite”, prevedono di spendere (al netto) molto meno di quanto preventivato.
Per Gli Investitori (La Notizia Chiave)
Grazie alla forte generazione di cassa e alla solidità del bilancio (il debito è molto basso), ENI ha deciso di premiare ulteriormente i suoi azionisti.
Ha aumentato il programma di “buyback” (riacquisto di azioni proprie) per il 2025 da 1,5 a 1,8 miliardi di euro. Questo è un forte segnale di fiducia nella capacità dell’azienda di continuare a generare valore.



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