OpenAI, La musica è iniziata?

Buongiorno amici,
Oggi non analizziamo un bilancio, ma un fatto strategico: l’imminente ingresso di OpenAI nel mondo della musica generata dall’Intelligenza Artificiale.

La prima cosa da capire è che a OpenAI non interessa lanciare una “Spotify fatta dall’IA” per creare canzonette. La mossa è molto più strategica.
Hanno già il testo con chatGPT e il video con Sora, Ma Sora, al momento, crea “film muti”. La musica è l’ultimo pezzo mancante per creare quello che loro chiamano uno “stack creativo multimodale“: un sistema unico dove tu scrivi un’idea e l’IA genera un video completo di dialoghi, effetti sonori e colonna sonora.

L’obiettivo non è competere con Suno (l’app di musica IA), ma con Adobe: vogliono diventare la piattaforma di riferimento per l’intera creazione di contenuti.

La Strategia di OpenAI è a dir poco Geniale: I concorrenti più noti, Suno e Udio, sono popolarissimi ma hanno un rischio legale enorme. Le principali case discografiche gli stanno facendo causa per violazione di copyright, sostenendo che hanno “rubato” milioni di canzoni per addestrare le loro IA. OpenAI ha imparato la lezione. Invece di usare registrazioni protette, ha stretto una partnership con la Juilliard School (una delle scuole di musica più prestigiose al mondo) per farsi “annotare” gli spartiti. Insegna all’IA la teoria musicale (l’armonia, il ritmo, la struttura) invece di copiare la registrazione. Stanno costruendo un set di dati “difendibile”, che li protegge legalmente e li mette in una posizione di forza assoluta.

Il vero valore sarà l’integrazione. Chiunque usi Sora per creare video avrà bisogno di audio. OpenAI offrirà una soluzione nativa, sincronizzata e legalmente sicura. Questo crea un lock-in: perché usare un servizio esterno (magari a rischio legale) quando hai tutto integrato, probabilmente con un clic?

Per chi crea contenuti su YouTube, podcast o per la pubblicità, questo è un punto di svolta. Il poter scrivere semplicemente “creami una traccia techno malinconica di 30 secondi che cresce d’intensità”, abbatte costi e barriere all’ingresso per produzioni di alta qualità.

Come intuibile amici, La strategia di OpenAI è una pessima notizia per Suno e Udio. Anche se queste ultime stessero negoziando accordi di licenza, OpenAI parte già da una posizione etica e legale superiore, allineandosi più a Google con il suo modello Lyria, rivolto ai professionisti.
L’intero settore delle librerie di musica stock è il primo bersaglio. Il loro modello di business rischia di diventare obsoleto quasi istantaneamente.
Sebbene l’IA possa essere uno strumento per i musicisti, è innegabile che il lavoro dei compositori su commissione subirà una pressione enorme. La capacità di generare musica “sufficientemente buona” in pochi secondi svaluterà questo tipo di prestazione professionale.

In sintesi l’ingresso di OpenAI nella musica non è un esperimento. È il completamento strategico del loro dominio sull’IA generativa, costruito su una mossa legale brillante con la partnership con Juilliard che li isola dai problemi che stanno affliggendo i concorrenti. Direi niente male OpenAI.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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