ByteDance (Tik Tok) entra nella guerra dei chip
ByteDance, il colosso cinese dietro TikTok, sta sviluppando i propri CPU proprietari. Una scelta che arriva in un momento in cui il mercato dei chip è sotto pressione, i prezzi continuano a salire e la domanda di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale cresce senza sosta.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un fenomeno interessante: mentre l’attenzione era tutta sui GPU di Nvidia, l’industria si è accorta che la fase di inference, quella in cui i modelli AI vengono effettivamente utilizzati, richiede CPU sempre più performanti. E così, paradossalmente, il collo di bottiglia non è più solo la GPU, ma anche il processore tradizionale.
Il risultato? Una vera e propria carenza globale di CPU. Intel ha avvertito i clienti cinesi: i tempi di consegna possono arrivare fino a sei mesi. AMD ha dichiarato che il mercato è “tight”, tirato, con la domanda che supera le previsioni. E nel frattempo i prezzi sono esplosi: aumenti dal 10% al 35% trimestre su trimestre per chi, come ByteDance, compra migliaia di unità.
È in questo contesto che ByteDance decide di fare il salto: costruirsi i chip da sola. Non è un capriccio tecnologico, ma una strategia industriale. Proprio come hanno fatto Google, Amazon e Microsoft, che da anni investono in processori personalizzati per controllare costi, prestazioni e scalabilità.
ByteDance sta lavorando su due architetture parallele:
- una basata su Arm,
- l’altra su RISC‑V, l’architettura open‑source che sta diventando la bandiera dell’indipendenza tecnologica.
È una doppia pista che funziona come assicurazione: si sperimenta, si testa, si confronta… e solo dopo si sceglie quale portare in produzione su larga scala. Nel frattempo, l’azienda ha già coinvolto partner esterni per la progettazione e, soprattutto, per garantirsi spazio nei grandi impianti di produzione, oggi saturi come non mai.
Perché tutta questa urgenza? Perché ByteDance sta preparando una massiccia espansione di prodotti agentici, come la piattaforma Coze, e ha bisogno di un’infrastruttura che non dipenda da fornitori occidentali, né da prezzi imprevedibili.
E mentre Intel e AMD faticano a stare dietro alla domanda, anche Nvidia ha deciso di entrare nel gioco: con la nuova linea di CPU “Vera”, Jensen Huang punta a un mercato da 200 miliardi di dollari, cercando di non lasciare spazio ai concorrenti.
La verità è che siamo davanti a una nuova fase della corsa all’AI: non più solo GPU, non più solo modelli, ma controllo totale della catena hardware. Chi possiede i chip, possiede il ritmo dell’innovazione.
ByteDance lo ha capito. E sta costruendo il suo futuro un transistor alla volta.



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