L’Impatto dell’Intelligenza Artificiale sul Mercato del Lavoro
Secondo gli economisti di Goldman Sachs, l’Intelligenza Artificiale è destinata a sostituire il 9% della forza lavoro americana, ovvero circa 15 milioni di posti di lavoro. Questo significa che milioni di lavoratori dovranno lasciare i loro ruoli attuali e cercare nuove opportunità di impiego. Allo stesso tempo, però, l’AI non distrugge solo posti di lavoro: ne crea di nuovi. Guardando agli ultimi 80 anni, circa l’85% della crescita occupazionale è stata generata proprio dalla creazione di nuove posizioni grazie al progresso tecnologico.
Il mercato del lavoro è estremamente dinamico: ogni anno, in media, vengono creati circa 30 milioni di nuovi posti di lavoro e ne vengono eliminati 29 milioni. Una crescita anche solo del 5% nella creazione di nuovi impieghi potrebbe essere sufficiente a compensare completamente i lavoratori spostati dall’Intelligenza Artificiale e reintrodurli nel mondo del lavoro.
L’AI sta già influenzando il mercato del lavoro oggi. Secondo Joseph Briggs, economista di Goldman Sachs, l’intelligenza artificiale sta riducendo la crescita mensile dell’occupazione di 10.000-15.000 unità nei settori in cui viene utilizzata.
A conferma di questo trend, l’Ufficio di Statistica del Lavoro americano (BLS) ha annunciato questa settimana che i nuovi posti di lavoro non agricoli a giugno sono cresciuti di appena 57.000 unità, un dato nettamente inferiore alle attese di 110.000.
In sintesi: l’AI rappresenta una grande sfida, ma anche un’opportunità storica. Mentre alcuni lavori scompariranno, la storia ci insegna che la tecnologia, nel lungo periodo, genera più occupazione di quanta ne distrugga. La vera domanda è: saremo pronti a cavalcare questo cambiamento



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