L’euro sfonda quota 1,18 dollari

Buongiorno amici investitori,
L’euro ha superato quota 1,18 dollari, un livello che non vedeva da inizio luglio. Il motivo principale è l’attesa di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve al vertice di domani.

Quando una banca centrale taglia i tassi, rende la propria valuta meno attraente per gli investimenti esteri, perché i rendimenti sui titoli di stato e sui depositi scendono. Di conseguenza, la domanda per quella valuta diminuisce e il suo valore si indebolisce.
Viceversa, quando la Banca Centrale Europea mantiene i tassi, l’euro diventa relativamente più forte rispetto al dollaro, che sta per essere “svalutato” da un taglio dei tassi.

Gli aspetti positivi di una svalutazione del dollaro sono che gli importatori europei acquisteranno merci dagli USA a un prezzo più conveniente. Un euro più forte significa che servono meno euro per comprare la stessa quantità di dollari e quindi di prodotti americani. Pensa a chi importa petrolio, materie prime o prodotti tecnologici.
Anche i viaggiatori europei ne trarranno vantaggio, Viaggiare negli Stati Uniti infatti diventerà più economico. Le spese per alloggi, cibo e souvenir costeranno meno in termini di euro.

Ma come sempre, anche in questo caso c’è il rovescio della medaglia. Le merci degli esportatori europei diventeranno più costose per gli acquirenti americani, il che potrebbe ridurre la domanda e i loro ricavi. Un’azienda italiana che vende prodotti negli Stati Uniti vedrà i suoi prodotti meno competitivi sul mercato americano.
I turisti americani potrebbero spendere di meno o decidere di non venire in Europa, dato che le loro vacanze costerebbero di più.
E poi ci siamo noi, investitori europei che abbiamo nel portafoglio titoli americani quotati in dollari ed acquistati in euro magari all’inizio dell’anno con performance ridotte proprio per colpa del rischio cambio.

In conclusione questo movimento di cambio abbiamo detto che è strettamente legato alle aspettative sui tassi della Fed. La Federal Reserve ha già segnalato la possibilità di un taglio a causa di segnali di rallentamento dell’inflazione e del mercato del lavoro. Se il taglio si concretizzerà come atteso (si parla di 25 punti base), il dollaro potrebbe continuare a indebolirsi nel breve termine.

Tuttavia, è sempre bene tenere d’occhio le dichiarazioni ufficiali della Fed e della BCE per capire se il trend continuerà.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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