Settimana a Piazza Affari – 17/21 novembre 2025

La settimana si è chiusa con un tono decisamente negativo per il FTSE Mib, che ha perso lo 0,6%, attestandosi intorno ai 42.600 punti, toccando il minimo delle ultime quattro settimane. È stata la peggiore performance settimanale da marzo, segno che l’avversione al rischio è tornata a farsi sentire, soprattutto nei confronti dei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale.

A pesare sul sentiment degli investitori è anche il progressivo ridimensionamento delle aspettative di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, che continua a monitorare con attenzione l’inflazione e i dati macroeconomici.

Ma non è solo la politica monetaria a influenzare i mercati: secondo alcune indiscrezioni, gli operatori stanno osservando con crescente interesse i report su un possibile piano di pace tra Stati Uniti e Russia per l’Ucraina, che prevederebbe la cessione di territori da parte di Kyiv. Un tema delicato, che potrebbe avere ripercussioni geopolitiche e finanziarie di ampia portata.

Guardando agli altri indici europei, il DAX di Francoforte ha ceduto lo 0,8%, mentre il CAC 40 di Parigi è rimasto sostanzialmente stabile. Il FTSE 100 di Londra ha invece chiuso in lieve rialzo dello 0,1%, mostrando una certa resilienza.

A Piazza Affari, tra i titoli più brillanti troviamo Campari, che ha guadagnato il 3,1% dopo sette sedute negative, e Stellantis, che ha chiuso con lo stesso incremento grazie all’annuncio di un memorandum d’intesa per la creazione di uno stabilimento in Arabia Saudita. Terna ha firmato un accordo ESG-linked da 200 milioni con BPER Banca, mentre Poste Italiane ha avviato un ambizioso progetto di trasformazione logistica da oltre 1,5 miliardi di euro.

Sul fronte delle mid e small cap, spiccano Intercos, GPI e OPS eCom, tutte in forte rialzo. Dedem ha registrato un’impennata del 22% grazie a nuovi contratti di finanziamento, mentre Juventus ha perso l’8,4% dopo l’annuncio di un aumento di capitale riservato a investitori istituzionali.

Infine, uno sguardo alle valute e alle materie prime: l’euro scambia a 1,1494 contro il dollaro, il Brent è in calo a 62,11 dollari al barile, e l’oro continua la sua corsa, superando i 4.070 dollari l’oncia.
Lunedì sarà interessante seguire l’indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche, atteso alle 10:00 CET, che potrebbe offrire nuovi spunti sull’economia dell’Eurozona.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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