Impatto di Anthropic sui Mercati del Software
Oggi apriamo con un tema che sta agitando profondamente i mercati: l’annuncio di Anthropic, che con le sue nuove soluzioni di intelligenza artificiale ha scatenato un’ondata di nervosismo nel settore del software.
Nella giornata di ieri abbiamo assistito a violente oscillazioni dei prezzi, un vero e proprio scossone che ha trascinato gli indici statunitensi in territorio negativo e cancellato il rimbalzo abbozzato all’inizio della settimana. E così, la domanda che aleggia stamattina è semplice ma brutale: gli idoli del software sono davvero finiti sul banco degli imputati?
Da giorni i mercati sembrano flirtare con una sorta di radicalizzazione. La volatilità è esplosa, e nessuno sa più distinguere se sia stata la causa o la conseguenza di questa fase di tensione. Quel che è certo è che gli investitori stanno adottando strategie sempre più manichee: si compra in modo aggressivo, si vende in modo ancora più aggressivo.
E i risultati si vedono. Capgemini e Publicis hanno perso il 9% in Francia, PayPal e Gartner sono crollate del 20% negli Stati Uniti, Relx ha lasciato sul terreno il 14%, la Borsa di Londra il 13%. Dietro questi movimenti estremi si muovono due forze distinte.
La prima è legata agli utili aziendali. In un contesto di forte nervosismo, ogni trimestrale diventa un potenziale detonatore. Publicis e PayPal ne sono state vittime dirette. La seconda forza è la faglia tecnologica, quella che chiamiamo “disruption”.
Ed è qui che entra in scena Anthropic. L’azienda ha annunciato un nuovo strumento di supporto legale per le attività aziendali di base, un messaggio che ha colpito duramente i fornitori di dati professionali come Relx e Wolters Kluwer, molto esposti al settore legale. Da lì, l’onda d’urto si è propagata alle società di consulenza e analisi come Capgemini e Accenture, fino a raggiungere i gruppi che monetizzano i dati, come la Borsa di Londra o Experian.
Il settore software nel suo complesso è stato travolto: Salesforce, Adobe e persino i grandi nomi del private equity esposti al comparto hanno registrato cali superiori al 9%.
Da quando l’intelligenza artificiale generativa è entrata nella vita quotidiana, alla fine del 2023, il dibattito sui vincitori e sui vinti dell’AI non si è mai fermato. Le liste cambiano continuamente. E tra i potenziali perdenti sono sempre stati citati gli specialisti del software aziendale e le società di consulenza che producono report e analisi. I loro dirigenti hanno provato a rassicurare i mercati, sostenendo che l’AI è un acceleratore, non una minaccia. Ma la realtà è che ogni nuovo annuncio tecnologico riapre la ferita.
Il messaggio di Anthropic è chiaro: “Sto entrando nel vostro territorio, e ho i mezzi per farlo”. Gli analisti provano a minimizzare, ricordando che questi attori hanno vantaggi competitivi solidi, che gli LLM hanno bisogno di loro per garantire affidabilità, che gli annunci non sempre corrispondono a prodotti realmente efficaci. Tutto vero.
Ma quando troppi invitati arrivano alla stessa festa, la torta non basta per tutti. E gli investitori lo sanno bene. Adobe è in calo del 22% dall’inizio dell’anno, Salesforce del 26%, Capgemini del 14%, Constellation Software addirittura del 31%.
Il crollo del comparto software e servizi ha trascinato ieri il Nasdaq 100 a -1,55%, mentre l’S&P 500 ha limitato le perdite allo 0,84%. In Europa la situazione è stata più stabile, grazie al sostegno dei settori difensivi: beni di consumo non ciclici, energia, utilities e materiali di base.
Proprio questi ultimi due comparti sono i migliori del 2026 in Europa, sostenuti da un contesto geopolitico che alimenta la corsa alle materie prime.



Commento all'articolo