Campari: maxi-sequestro a Lagfin di 1,3 miliardi.

È successo un bel caos nel mondo della finanza che tocca il gruppo Campari, anche se indirettamente.
In pratica, la Procura di Monza, su mandato della Guardia di Finanza, ha ordinato un maxi-sequestro preventivo nei confronti di Lagfin, che è la holding lussemburghese della famiglia Garavoglia che controlla Campari.

Hanno sequestrato azioni ordinarie di Campari per un valore enorme: quasi 1,3 miliardi di euro.
Lagfin è stata accusata di maxi-evasione fiscale e “dichiarazione fraudolenta”. Il nocciolo della questione riguarda una complessa riorganizzazione societaria avvenuta anni fa (una fusione per incorporazione). Secondo gli investigatori, Lagfin non avrebbe pagato la “exit tax” (una tassa dovuta quando sposti la residenza fiscale o gli asset fuori dall’Italia) su delle plusvalenze non dichiarate di oltre 5,3 miliardi di euro.

Qual è l’impatto?
Il gruppo Campari ha avuto un calo in Borsa (il titolo è finito in forte ribasso, anche se poi ha ridotto le perdite). Campari ha subito specificato che la disputa è solo tra la holding Lagfin e il Fisco, e che il gruppo quotato non è oggetto di indagine e non ci sono impatti sui bilanci o sulle operazioni.
La holding si trova con le azioni Campari (circa il 16% del capitale) vincolate per coprire la presunta imposta non versata. Lagfin respinge le accuse con forza, dichiarando di aver sempre agito nel rispetto delle norme.

Anche se Lagfin afferma che il suo controllo (che supera l’80% dei diritti di voto) non è intaccato, il mercato teme il cosiddetto “Overhang“: la possibilità che Lagfin, per pagare un’eventuale sanzione (che potrebbe arrivare a circa 950 milioni di euro residui), sia costretta a vendere le azioni sequestrate sul mercato, mettendo ulteriore pressione sul titolo Campari.
Indipendentemente dalla controversia fiscale della holding, Campari ha mostrato solidità operativa e ha eventi strategici imminenti, come il nuovo piano strategico del gruppo che sarà presentato il prossimo 6 novembre.

La società ha recentemente confermato la propria guidance e ha comunicato buoni dati trimestrali, portando il titolo a un rally prima che la notizia del sequestro arrivasse. Gli analisti hanno lodato i solidi trend di fondo, un portafoglio marchi ben bilanciato e un notevole potenziale inespresso,
L’attuale incertezza agisce come una nebbia sul titolo: la visibilità è ridotta, ma al di sotto, la compagnia ha confermato che il motore (i risultati operativi e la guidance) continua a funzionare bene, in attesa che la holding trovi una via d’uscita per far dissipare la nebbia legale e fiscale.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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