Notizie finanziarie – 5 ottobre 2026

La notizia che pesa di più sui mercati oggi arriva dal mercato obbligazionario americano, dove il rendimento del Treasury decennale ha toccato il 5,35 per cento, il livello più alto da oltre vent’anni. A spingere i tassi verso l’alto non è la crescita, ma l’inflazione: l’indice ISM dei servizi è sceso a 54,9 da 55,4, segnalando un’espansione più lenta, ma la componente prezzi è salita a 74 da 72,6, segno di pressioni sui costi che restano ostinate, alimentate anche dal rincaro del petrolio.

Nonostante la tensione sui bond, Wall Street ha chiuso comunque in rialzo, trainata ancora una volta dalla tecnologia: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,68 per cento a 7.775 punti, il Nasdaq lo 0,95 per cento a 27.449 punti e il Dow Jones lo 0,24 per cento a 51.302 punti. Tra i titoli protagonisti, Taiwan Semiconductor ha toccato un nuovo massimo storico dopo la conferma di colloqui con Elon Musk sul progetto Terafab, SpaceX è salita del 5 per cento dopo un giudizio rialzista di Morgan Stanley, e Cerebras ha guadagnato terreno dopo gli elogi di un dirigente di OpenAI.

Sul fronte geopolitico resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz: l’Iran ha dichiarato che lo stretto non sarà riaperto completamente finché Washington non soddisferà sette condizioni poste da Teheran, avvertendo che risponderà con forza a eventuali nuovi attacchi americani nella regione. Il petrolio ne risente: il Brent resta sopra i 100 dollari al barile, mentre il WTI ha toccato i 91 dollari, sostenendo oggi a Milano titoli legati all’energia come Tenaris e Saipem, entrambi in rialzo di oltre il 3 per cento.

L’oro, dopo il record di venerdì sopra i 4.218 dollari l’oncia, ha corretto oggi a circa 4.160 dollari, un calo di circa l’1,5 per cento, frenato dal rialzo dei rendimenti reali americani.

In Italia la giornata è stata dominata dal risiko bancario: Intesa Sanpaolo ha rilanciato l’offerta pubblica di acquisto su Monte dei Paschi di Siena, aumentando di 25 centesimi la componente in contanti, e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che controlla circa il 17,6 per cento di Mps, ha confermato l’adesione all’offerta. La notizia ha fatto volare Intesa Sanpaolo, salita dell’1,55 per cento, e Unipol, che insieme a Bper assorbirà parte del business di Mps nel disegno dell’operazione, in rialzo di quasi il 4 per cento; a farne le spese è stata Mediobanca, che aveva un proprio dossier sul tavolo e ha chiuso in calo del 5,14 per cento, tra i peggiori titoli d’Europa.

La Borsa di Milano, dopo un avvio debole, ha chiuso in rialzo dello 0,66 per cento a 50.818 punti, sostenuta anche dal comparto energetico e industriale. Lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile a 113 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,62 per cento. Tra le altre borse europee, Francoforte ha chiuso quasi piatta, Londra ha guadagnato circa lo 0,3 per cento, mentre Parigi, ancora alle prese con le tensioni sul debito francese, ha perso lo 0,8 per cento.

In Asia le borse hanno chiuso in rialzo, con le piazze di Shanghai e Seul chiuse per festività nazionali; i mercati restano comunque più attenti alla traiettoria dei tassi americani che a nuovi tagli della Fed, vista la persistenza dell’inflazione.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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