Notizie Finanziarie – 22 Settembre 2026

La notizia che ha mosso maggiormente i mercati globali oggi arriva dal fronte energetico e geopolitico: l’Iran ha fatto sapere di essere pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, a condizione che Washington allenti la pressione militare nella regione. È un’apertura diplomatica significativa dopo settimane di blocco navale e tensioni nel Golfo, e i mercati petroliferi hanno reagito subito: il Brent è sceso di oltre il due per cento, tornando in area 98 dollari al barile, mentre il WTI ha perso circa il 2,6 per cento, proseguendo il calo già avviato ieri. È il secondo giorno consecutivo di forte ribasso per il greggio, e l’effetto si è propagato su tutte le classi di attivo più sensibili al rischio.

A Wall Street la seduta si è chiusa in ordine sparso, ma con un altro record per la tecnologia: il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,45 per cento, segnando il secondo massimo storico consecutivo, sostenuto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’S&P 500 è rimasto praticamente invariato, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,36 per cento, in controtendenza rispetto agli altri due indici. Sul fronte societario, PayPal ha guadagnato il 2 per cento dopo l’annuncio di una partnership con Meta per integrare i pagamenti nell’assistente basato su intelligenza artificiale Muse, mentre Viking Therapeutics è balzata di circa il 25 per cento sulla scia di nuovi dati clinici che confermano l’efficacia duratura del suo farmaco anti-obesità. Bene anche AutoZone, salita del 5 per cento dopo risultati di trimestre superiori alle attese.

In Europa le borse hanno chiuso nel complesso positive, con lo Stoxx 600 in progresso dello 0,4 per cento, sostenuto dal calo del petrolio e dal traino del comparto tecnologico. Francoforte ha guadagnato lo 0,45 per cento, Parigi lo 0,5, Madrid lo 0,8 e Londra lo 0,15 per cento. Piazza Affari è stata l’eccezione, chiudendo in leggero calo dello 0,23 per cento: bene Nexi, Azimut, Moncler e STMicroelectronics, mentre hanno pesato Saipem e Poste Italiane. Lo spread tra BTP e Bund resta stabile, poco sopra gli 88 punti base. Sul fronte della politica monetaria, il capo economista della Bce Philip Lane ha avvertito che una nuova ondata di prezzi energetici elevati rischia di mantenere l’inflazione dell’area euro su livelli alti più a lungo del previsto, in una giornata che ha visto in agenda anche gli interventi della presidente Lagarde e del presidente della Bundesbank Nagel.

Sul fronte valutario l’euro è rimasto stabile contro il dollaro, scambiato a circa 1,1473. Restano sotto i riflettori i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, in vista dell’incontro tra Trump e Xi Jinping atteso nei prossimi giorni: il segretario al Tesoro americano Bessent ha definito i colloqui preliminari “molto promettenti”.

Tra le materie prime, l’oro è rimasto sostanzialmente stabile, scambiato poco sotto i 4.380 dollari l’oncia, mentre continua a far discutere il dato sulle importazioni cinesi del metallo giallo, che nei primi otto mesi dell’anno hanno già superato le mille tonnellate, oltre il totale dell’intero 2025. Le criptovalute hanno vissuto un’altra giornata brillante: bitcoin ha guadagnato il 6,7 per cento, salendo sopra gli 86.000 dollari, un livello che non si vedeva da gennaio, ed ethereum è salito del 5 per cento, superando i 2.770 dollari, sostenuti anche dalla chiusura di posizioni corte sul mercato.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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