Sandisk, trimestre da record: dentro i numeri della call Q4 FY2026
Il 5 agosto 2026 il management dell’azienda — il CEO David Goeckeler e il CFO Luis Visoso — ha presentato agli analisti un quarto trimestre che, con le loro stesse parole, rappresenta “la prova più chiara” di una trasformazione avviata un anno fa. E i numeri, effettivamente, parlano da soli.
Partiamo dal dato che più salta all’occhio: il fatturato del trimestre è stato di 8.965 milioni di dollari, in crescita del 51% rispetto al trimestre precedente e addirittura del 372% su base annua. Un risultato che ha superato la parte alta della guidance fornita dall’azienda solo tre mesi prima. Per l’intero anno fiscale 2026, i ricavi hanno toccato i 20,2 miliardi di dollari, in crescita del 175% anno su anno.
Ma il vero cambiamento non è solo nei numeri assoluti: è nella composizione del business. Un anno fa, il segmento data center rappresentava appena il 12% dei bit prodotti da Sandisk. Oggi, alla chiusura dell’anno fiscale, quel segmento pesa per il 38% del portafoglio ed è diventato il mercato in più rapida crescita per l’azienda. Il CEO Goeckeler lo ha inquadrato in una cornice più ampia: l’intelligenza artificiale, e in particolare l’inferenza agentica, è un problema fondamentalmente legato alla memoria e allo storage — ogni interazione con un modello AI genera dati che devono essere salvati, recuperati e serviti a bassa latenza, e questo sta ridisegnando la domanda di NAND a livello globale.
Il cuore della strategia, però, è un altro: i cosiddetti NBM, i New Business Models. Si tratta di accordi pluriennali — fino a cinque anni, con una durata media superiore ai quattro anni — firmati con i clienti più strategici dell’azienda. Durante il trimestre Sandisk ne ha chiusi cinque nuovi, portando il totale a otto clienti tra data center ed edge. Il numero che più impressiona gli analisti è questo: il valore minimo garantito da tutti gli NBM firmati finora ammonta a 93,9 miliardi di dollari, e il management si è detto convinto che il valore reale supererà quella soglia. La parte di questi contratti ancora da fatturare — la cosiddetta remaining performance obligation — vale 59,8 miliardi di dollari, che salgono a 91,1 miliardi includendo gli accordi chiusi dopo la fine del trimestre.
Per proteggersi dal rischio che i clienti non rispettino gli impegni presi, questi contratti includono garanzie finanziarie — tra depositi in contanti e strumenti finanziari — per un totale di 16,5 miliardi di dollari. Il CEO ha spiegato chiaramente il senso di questa architettura: “non ci aspettiamo mai di vedere quei soldi”, servono solo ad allineare gli interessi tra le parti in caso di eventi imprevedibili.
E qui arriva un altro passaggio interessante della call: secondo le previsioni di Sandisk, gli NBM rappresenteranno oltre il 50% dei bit prodotti nell’anno fiscale 2027, e circa due terzi nel 2028. In pratica, il modello di business dell’azienda si sta spostando rapidamente da un mercato transazionale, negoziato trimestre per trimestre, verso relazioni di lungo periodo con una manciata di clienti strategici — gli hyperscaler e i grandi player dell’intelligenza artificiale.
Sul fronte della redditività, i margini raccontano la stessa storia di svolta. Il margine lordo non-GAAP è salito all’84,6%, contro il 78,4% del trimestre precedente e appena il 26,4% di un anno fa. L’utile per azione non-GAAP è arrivato a 39,25 dollari, ben oltre la guidance di 30-33 dollari, e in forte crescita rispetto ai 23,41 dollari del trimestre precedente. Numeri che, come ha sottolineato Goeckeler, riflettono un’azienda che sta finalmente “riconoscendo il vero valore del proprio franchise”.
Con una generazione di cassa così solida — 5 miliardi di dollari di free cash flow rettificato nel trimestre, pari a un margine del 56% — Sandisk ha deciso di premiare gli azionisti in modo aggressivo. Nel trimestre ha riacquistato azioni proprie per 4,5 miliardi di dollari, e il board ha appena autorizzato un nuovo programma di buyback da 14 miliardi di dollari, portando l’autorizzazione totale residua a 15,5 miliardi. Alla domanda se l’azienda punti a mantenere un ritmo di riacquisti di circa 5 miliardi a trimestre, il management ha risposto con cautela ma con fiducia, parlando di un’esecuzione “molto coerente” del programma nei prossimi trimestri.
E il futuro? La guidance per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 prevede ricavi tra 10,3 e 10,8 miliardi di dollari, un margine lordo tra l’83% e l’85%, e un utile per azione tra 44 e 46 dollari. Uno dei passaggi più significativi della call riguarda però le prospettive dell’intero mercato NAND: Sandisk stima che il mercato globale supererà i 300 miliardi di dollari nel 2026, per poi avvicinarsi a 500 miliardi di dollari nel 2027 — quasi un raddoppio in un solo anno. E la quota del data center su questo mercato totale, secondo le stime dell’azienda, passerà da circa il 30% nel 2025 al 50% nel 2026, continuando a crescere più della media nel 2027.
Un altro punto chiave emerso durante il Q&A riguarda l’equilibrio tra domanda e offerta: secondo il management, la domanda dei clienti sta crescendo più velocemente della capacità produttiva, al punto che Sandisk si aspetta di restare in regime di allocazione oltre il 2027 — in altre parole, non ci sarà abbastanza NAND per soddisfare tutta la domanda anche nei prossimi anni.
Sul fronte tecnologico, la call ha toccato anche l’High Bandwidth Flash, la tecnologia sviluppata insieme a SK hynix pensata per ridefinire l’architettura di memoria per l’inferenza AI, e la crescente importanza della KV cache — la cache che i modelli linguistici usano per gestire contesti sempre più lunghi nelle applicazioni agentiche. Goeckeler ha promesso maggiori dettagli in occasione dell’Investor Day di New York, in programma la settimana successiva alla call.
Non tutto, però, corre alla stessa velocità: i mercati edge, cioè smartphone e PC, stanno attraversando un anno di transizione, con le unità vendute previste in calo a doppia cifra nel 2026, anche se compensate da una crescita della capacità media di memoria per dispositivo. Il management si aspetta un ritorno alla crescita in entrambi i mercati a partire dal 2027. Anche il segmento consumer ha mostrato un calo del 32% rispetto al trimestre precedente, un rallentamento che l’azienda ha attribuito più alla dinamica dei prezzi che a un vero calo della domanda.
In sintesi, la fotografia che emerge da questa call è quella di un’azienda che sta cambiando pelle: da fornitore di componenti in un mercato ciclico e volatile, a partner strategico di lungo termine per gli hyperscaler globali, con contratti pluriennali, margini in forte espansione e una generazione di cassa che alimenta un programma di buyback sempre più aggressivo. Come ha detto lo stesso Goeckeler in chiusura, l’azienda ritiene di essere ancora “nelle prime fasi di questa opportunità”.



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