SpaceX sta per entrare a far parte dell’indice Nasdaq 100. Ondata di acquisti passivi
SpaceX sarà ufficialmente inserita il 7 luglio nel Nasdaq 100, l’indice più rappresentativo della tecnologia americana. La conferma è arrivata venerdì direttamente dal gestore della borsa Nasdaq, e apre la strada a una nuova ondata di investimenti passivi nel colosso dei razzi, dei satelliti e dell’intelligenza artificiale di Elon Musk.
L’inclusione in un grande indice non è mai un dettaglio tecnico: fa salire il prezzo delle azioni, perché gli ETF che replicano l’indice — come i notissimi QQQ e QQQM di Invesco — sono obbligati ad acquistare il titolo appena entrato. È meccanica pura dei mercati: più replica, più flussi, più domanda.
Per rendere l’IPO più attraente alle società che vogliono quotarsi negli Stati Uniti, il Nasdaq — insieme a FTSE Russell e MSCI — ha allentato i requisiti di ammissione: meno rigidità sulla redditività, meno giorni richiesti dopo la quotazione, più flessibilità sul numero di azioni disponibili per la negoziazione. Una mossa che riflette il momento storico: la tecnologia corre, l’AI corre, e gli indici devono inseguire.
SpaceX ha debuttato sul Nasdaq il 12 giugno. E i numeri degli ultimi tre anni raccontano una storia complessa: forti perdite alternate a modesti utili, con una perdita netta di 4,9 miliardi di dollari nel 2023. Non è un profilo da “tech profittevole”, ma è un profilo da “infrastruttura strategica globale”. E questo, oggi, vale più dei conti trimestrali.
Il mercato guarda oltre. Anche OpenAI e Anthropic, i due giganti dei modelli linguistici di grandi dimensioni, dovrebbero presentare domanda di quotazione tra quest’anno e il prossimo. Le valutazioni attese? Oltre 1.000 miliardi di dollari. La nuova economia dell’AI sta riscrivendo le scale di grandezza.
Secondo J.P. Morgan, l’ingresso di SpaceX nel Nasdaq 100 potrebbe attirare 4,3 miliardi di dollari di flussi passivi. Una cifra enorme, che spiega la rapidità dell’integrazione. «C’è molta domanda», ha detto Michael Field di Morningstar. «Molti saranno contenti. Alcuni gestori un po’ meno. Noi compresi. Riteniamo che il titolo sia sopravvalutato». Una frase che fotografa perfettamente il momento: entusiasmo da una parte, scetticismo dall’altra.
E mentre il Nasdaq accelera, S&P Global frena. Ha dichiarato che non modificherà i requisiti per l’ingresso di SpaceX nei suoi indici principali — incluso l’S&P 500 — e che attenderà almeno 12 mesi prima di prendere in considerazione la possibilità. Due velocità diverse, due filosofie diverse: innovazione contro prudenza.



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