Petrolio sopra i 100 dollari, Big Tech in rosso e nuove tariffe Trump

Negli ultimi giorni i mercati globali hanno vissuto una settimana nervosa. Il punto di tensione principale resta il Medio Oriente: le ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno spinto il petrolio Brent oltre i 100 dollari al barile, livello che non si vedeva da mesi. Anche se venerdì i prezzi hanno ritracciato dopo voci di possibili nuovi colloqui di pace, l’energia cara continua a tenere alta l’attenzione sull’inflazione.

A questo si è unito un altro grande tema: i dubbi sul ritorno degli investimenti in intelligenza artificiale. I titoli tecnologici, i cosiddetti Magnificent Seven, hanno bruciato in una sola seduta circa 800 miliardi di dollari di capitalizzazione. Tesla è crollata di oltre il 14% dopo i conti, Alphabet ha perso intorno al 6-7% nonostante utili solidi, proprio perché gli investitori hanno preso paura delle spese in conto capitale previste, fino a 200 miliardi di dollari solo per Google. Il Nasdaq ha chiuso la settimana in calo di oltre il 2%, mentre S&P 500 e Dow hanno registrato perdite più contenute ma comunque negative.

A complicare il quadro, da venerdì 24 luglio sono entrate in vigore nuove tariffe americane tra il 10 e il 12,5% su merci provenienti da circa 60 Paesi, motivate da accuse di lavoro forzato. Misure che colpiscono partner importanti come Cina, Messico, Canada e Unione Europea.

In questo contesto i tassi di interesse tornano sotto i riflettori. Con il petrolio alto e l’inflazione che rischia di risalire, i mercati hanno alzato le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già a settembre. Anche in Europa la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi fermi a luglio, ma settembre è ormai sotto osservazione.

Cosa significa per l’Italia e per l’Europa? Energia più cara, possibili pressioni sui prezzi, e un clima di maggiore incertezza che può rallentare consumi e investimenti. Le banche italiane e i titoli energetici stanno reagendo in modo misto, mentre il settore tecnologico europeo risente del sentimento globale.

Nei prossimi giorni l’attenzione resterà alta: arrivano altri bilanci delle big tech americane e la riunione della Fed. I mercati, come sempre, cercheranno di capire se questa è solo una correzione o l’inizio di una fase più rischiosa.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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