Petrolio alle Stelle, Nasdaq in Rosso. Il Mercato entra in modalità difensiva
Wall Street chiude una settimana ad alta tensione con un brusco arretramento dei principali indici. Il timore di un ritorno dell’inflazione, alimentato dal conflitto in Medio Oriente, ha fatto impennare i rendimenti dei Treasury, minacciando di interrompere il rally guidato dall’intelligenza artificiale che aveva portato i listini ai massimi storici.
Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha toccato il 4,58%, il livello più alto da maggio 2025, mentre i rendimenti obbligazionari globali sono saliti sulla scia dei segnali di rallentamento economico legati alla guerra con l’Iran. Gli investitori ora scontano la possibilità che la Federal Reserve possa alzare i tassi più rapidamente del previsto: le probabilità di un rialzo da 25 punti base a dicembre sono raddoppiate in una settimana, arrivando al 40%.
Secondo Tom Ross di Janus Henderson Investors, gli operatori stanno “prezzando un petrolio più caro più a lungo e un’inflazione più persistente”, mentre un altro fattore sottovalutato sarebbe l’impatto dell’AI: la corsa alla costruzione di data center avrebbe effetti inflazionistici nel breve periodo.
Intanto il Brent supera i 109 dollari al barile, in rialzo di oltre il 3%, dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump e del ministro degli Esteri iraniano che hanno ridotto le speranze di una rapida fine del conflitto. A metà seduta, il Dow Jones perde oltre 500 punti, l’S&P 500 scende dell’1%, e il Nasdaq arretra dell’1,35%.
L’unico settore in rialzo è l’energia, mentre tutti gli altri arretrano, guidati dal calo della tecnologia. I titoli dei semiconduttori, protagonisti del rally recente, finiscono sotto pressione: Nvidia e AMD cedono oltre il 3%, Intel scivola del 6,5%, e l’indice Philadelphia Semiconductor perde il 3,5%.
Il tutto arriva dopo una seduta da record giovedì, quando gli investitori avevano temporaneamente ignorato i rischi inflazionistici, spingendo i listini ancora più in alto grazie all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Ma il selloff di venerdì cancella gran parte dei guadagni, lasciando il Dow in rotta per una perdita settimanale, mentre S&P 500 e Nasdaq mantengono solo progressi marginali.
In controtendenza, il settore software rimbalza del 2%, dopo mesi di difficoltà legate proprio alla competizione con l’AI.
Sul fronte geopolitico, delude anche il summit USA–Cina, concluso senza progressi significativi su temi cruciali come commercio, dazi, Iran e Taiwan.
Tra i singoli titoli, Microsoft sale del 3,6%, dopo che Bill Ackman ha annunciato che il suo fondo Pershing Square rivelerà una nuova posizione nella società. Dexcom vola del 6,7%, grazie all’accordo con l’investitore attivista Elliott per rinnovare il board.
La giornata resta comunque dominata dal rosso: al NYSE i titoli in calo superano quelli in rialzo con un rapporto di oltre 4 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è di 3,4 a 1. L’S&P 500 registra 12 nuovi massimi e 26 nuovi minimi, mentre il Nasdaq segna 41 nuovi massimi e 119 nuovi minimi.



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