Italia-USA: Accordo sul GNL

L’Italia e gli Stati Uniti hanno annunciato lunedì l’intenzione di approfondire la collaborazione nel settore energetico, con particolare attenzione all’aumento delle esportazioni verso l’Italia di gas naturale liquefatto (GNL)
L’annuncio di questa collaborazione va secondo noi interpretato su più punti:
Il primo punto è sicuramente la diversificazione. Per decenni, l’Europa, e l’Italia in particolare, ha fatto affidamento sul gas russo via gasdotto: una fonte relativamente economica ma politicamente rischiosa. L’invasione dell’Ucraina nel 2022 ha trasformato questo rischio in una crisi (ahi me) conclamata.
Il vantaggio per gli Stati Uniti è quello che, Assicurandosi forniture stabili di GNL ridurrebbe drasticamente la leva negoziale che Mosca ha avuto sull’Europa per anni. Come sottolineato dal Ministro Pichetto Fratin, la rotta atlantica è considerata più sicura perchè si evitano i punti caldi come lo Stretto di Hormuz o il Canale di Suez, che possono essere bloccati da tensioni geopolitiche in Medio Oriente, e si elimina il rischio che un singolo attore (la Russia) chiuda i rubinetti per motivi politici.
Quindi Per gli Americani Sostituire la Russia non è solo un’opportunità commerciale colossale (frutto della rivoluzione dello shale gas), ma anche uno strumento di politica estera. Fornendo energia agli alleati NATO, Washington rafforza la coesione del blocco occidentale e limita l’influenza economica russa.

Ma qui emergono le criticità, perchè Il GNL non arriva magicamente nei tubi di casa. Deve essere trasportato via nave a -162°C e poi riportato allo stato gassoso in impianti specifici: i rigassificatori.
Ma L’Italia ha una capacità di rigassificazione limitata. Per aumentare le importazioni dagli USA, servono nuovi terminali. Questi impianti sono costosi, richiedono anni per essere costruiti e spesso incontrano una forte opposizione locale (sindrome NIMBY – “Not In My Backyard”,fenomeno per cui persone o comunità si oppongono alla costruzione di opere pubbliche o private, come infrastrutture, impianti industriali o energetici, nel proprio territorio, pur riconoscendone l’utilità generale).
L’aspetto più significativo di questa dichiarazione è l’assenza di “cifre precise o tempistiche definite”. Questo non è un difetto, ma una caratteristica di questi accordi quadro.

Perché mancano i numeri? I governi non comprano direttamente il gas. Creano le condizioni affinché le aziende private (come Eni in Italia e i produttori di GNL in Texas o Louisiana) firmino contratti a lungo termine. L’accordo politico serve a sbloccare questi negoziati commerciali.
La vera partita si giocherà sulla velocità di realizzazione delle infrastrutture e sul prezzo. Il GNL americano è strutturalmente più costoso del gas russo via tubo a cui eravamo abituati.

Traendo le nostre considerazioni finali diciamo che L’Italia sta scegliendo la sicurezza strategica rispetto al risparmio economico di breve termine. La dipendenza dalla Russia era più economica, ma si è rivelata insostenibile. La nuova dipendenza dal GNL americano sarà più stabile ma più costosa. Questo costo della sicurezza si rifletterà, inevitabilmente, sulle bollette di famiglie e imprese nel medio-lungo periodo.

Questo accordo, a nostro avviso,rafforza l’ambizione italiana di diventare un hub energetico per il Mediterraneo. Ricevere grandi quantità di GNL non serve solo al consumo interno, ma potenzialmente a riesportare gas verso il centro Europa, aumentando il peso strategico di Roma nell’UE.

Il paradosso che ci viene in mente però, è che Investire massicciamente in nuove infrastrutture per il gas fossile (rigassificatori) significa “bloccare” l’Italia all’uso di idrocarburi per i prossimi 20-30 anni (la vita utile di un impianto). Sebbene oggi sia necessario per sostituire la Russia, ciò pone interrogativi sulla compatibilità di questa strategia con gli obiettivi di decarbonizzazione europei a lungo termine. La sicurezza energetica immediata sta prevalendo sulla transizione ecologica…..

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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