Francia in Crisi: Il Governo di Lecornu si dimette dopo 14 ore
In una drammatica escalation della crisi politica francese, il Primo Ministro Sébastien Lecornu e il suo governo si sono dimessi solo poche ore dopo l’annuncio della composizione del nuovo gabinetto. Le dimissioni lampo confermano la profonda instabilità che attanaglia la seconda economia dell’Eurozona, in un contesto di parlamento frammentato e crescenti pressioni sui conti pubblici.
La decisione di Lecornu è giunta dopo che sia alleati che oppositori hanno minacciato di non sostenere il nuovo esecutivo, rendendo di fatto impossibile per il Primo Ministro governare, Lecornu ha attribuito la colpa agli “ego” dei leader dell’opposizione e alle ambizioni personali all’interno della stessa coalizione di governo, che lo hanno fatto durare appena 14 ore, segnando il primato del più breve primo ministro nella storia della Quinta Repubblica francese.
Questa rapida successione di governi evidenzia la precarietà della posizione di Macron da quando ha perso la maggioranza assoluta in parlamento nelle elezioni legislative del 2022. La situazione si è ulteriormente aggravata con le elezioni anticipate del 2024, che hanno prodotto un’Assemblea Nazionale ancora più frammentata.
Le opposizioni hanno reagito duramente, chiedendo a gran voce le dimissioni dello stesso Presidente Macron o lo scioglimento delle camere per nuove elezioni parlamentari. Per Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, “Questa farsa è durata abbastanza, deve finire,” ha dichiarato nell’occasione, mentre Mathilde Panot de La France Insoumise ha aggiunto: “Il conto alla rovescia è iniziato. Macron deve andarsene.”
Il Presidente, il cui mandato scade a maggio 2027, non ha ancora commentato pubblicamente le dimissioni. Ora si trova di fronte a una scelta difficile, o nominare un nuovo Primo Ministro col tentativo di trovare una figura in grado di creare un consenso, anche se le opzioni appaiono limitate, o indire nuove elezioni con una mossa rischiosa che potrebbe non risolvere la frammentazione parlamentare.
Ultima opzione le dimissioni, che Macron ha finora escluso.
Insomma, tempi davvero duri per la Francia con un contesto economico preoccupante, Il debito pubblico francese ha superato il 113% del PIL e le proiezioni per il 2025 lo vedono vicino al 116%. Il deficit di bilancio rimane quasi il doppio del limite del 3% imposto dall’Unione Europea, con previsioni intorno al 5.4% per il prossimo anno.
I mercati finanziari ovviamente hanno reagito negativamente alla notizia. La Borsa di Parigi (CAC 40) ha registrato un importante calo con i titoli bancari particolarmente colpiti. Anche l’euro si è indebolito, scendendo dello 0,7% rispetto al dollaro. Gli investitori e le agenzie di rating osservano con crescente preoccupazione l’incapacità della Francia di attuare le riforme necessarie per risanare i conti pubblici.
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