Nexi: I vecchi contratti zavorrano i conti ma il business reale vola.
Oggi analizziamo brevemente i risultati di Nexi per i primi nove mesi del 2025.
Il messaggio principale di questa trimestrale è a due facce: i numeri ufficiali sembrano deboli, ma l’azienda sottolinea che la sua attività di fondo, quella reale, è in buona salute e cresce bene.
La crescita dei ricavi appare molto bassa, solo +1,8% nell’ultimo trimestre. Questo dato potrebbe spaventare, ma il management (il CEO Paolo Bertoluzzo) ha spiegato che questa debolezza era ampiamente prevista.
Non è il business di tutti i giorni che va male, ma è l’effetto di due “eventi straordinari” già annunciati: la perdita di alcuni contratti bancari ereditati dal passato e l’impatto di alcune rinegoziazioni (in pratica, sconti) su altri contratti importanti. Questi problemi hanno avuto il loro impatto massimo proprio nel periodo Q3 e Q4 del 2025 e, purtroppo, continueranno a farsi sentire anche nella prima metà del 2026, prima di diminuire.
La notizia positiva è che, se si escludono questi eventi straordinari, l’azienda afferma che la sua crescita “sottostante” (quella vera del business che continua) è molto buona, attorno al 6%. Questo è il numero che il management guarda per capire la vera salute dell’impresa.
Ci sono altri segnali molto incoraggianti. La crescita in Germania è a doppia cifra, un risultato ottimo che dimostra come Nexi sia in grado di competere e battere la concorrenza delle nuove fintech, anche su mercati difficili. In Italia, Nexi sta cambiando strategia: non si affida più solo alle banche partner per trovare clienti, ma usa sempre più canali diretti per raggiungere le piccole e medie imprese. Questi nuovi canali rappresentano già il 26% delle nuove vendite.
Infine, l’azienda genera moltissima cassa: più di 800 milioni di euro previsti per il 2025. Questo le permette di ridurre il debito e, allo stesso tempo, di remunerare gli azionisti (con 600 milioni restituiti quest’anno).
In sintesi, ci aspettiamo che Nexi confermi i suoi obiettivi per la fine del 2025. Per il 2026, la sensazione è che la crescita “ufficiale” dovrebbe tornare ad accelerare, specialmente verso la fine dell’anno, quando l’impatto negativo dei vecchi contratti persi finalmente svanirà. L’azienda sembra fiduciosa sulla sua strategia a lungo termine, puntando molto sull’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza e sull’integrazione dei pagamenti con i software gestionali dei negozi.



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