Petrolio sotto i 90 dollari: la tregua Usa-Iran fa respirare i mercati

Nelle ultime settimane le tensioni in Medio Oriente avevano fatto schizzare il Brent vicino e oltre i 100 dollari al barile. Il rischio di interruzioni nei rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz e altre rotte strategiche aveva riacceso le paure inflazionistiche e spinto al rialzo i rendimenti dei bond.

Nel weekend però è arrivata una svolta: Stati Uniti e Iran hanno sospeso gli attacchi militari. Teheran ha dichiarato di aver interrotto le operazioni in risposta alla pausa americana e sono ripresi contatti diplomatici, anche tramite mediatori omaniti. Il risultato è stato immediato. Stamattina (lunedì 27 luglio 2026) il Brent è sceso con forza sotto i 90 dollari, in alcuni momenti anche intorno agli 87-89 dollari, con cali superiori al 5-7%. Il WTI ha fatto altrettanto, scendendo sotto gli 85 dollari.

Questa “relief rally” ha contagiato le Borse. A Wall Street i futures hanno aperto in netto rialzo: Dow, S&P 500 e Nasdaq hanno guadagnato terreno, anche se nel corso della giornata il tech ha mostrato qualche debolezza legata ai chip. In Europa le piazze hanno chiuso positive, e a Milano il FTSE MIB ha guadagnato circa mezzo punto percentuale. Le banche hanno corso, mentre i titoli energetici (Eni in testa) hanno sofferto per il calo del greggio. Compagnie aeree e crocieristiche, al contrario, hanno beneficiato del petrolio più basso.

Perché è importante? Perché un petrolio più basso alleggerisce le pressioni inflazionistiche proprio mentre la Federal Reserve si riunisce mercoledì. I mercati prezzano come scenario base tassi invariati, ma la recente fiammata energetica aveva fatto salire le probabilità di un rialzo. Ora quel rischio si attenua, almeno temporaneamente. La stessa settimana è densissima: arrivano i risultati di Microsoft, Meta, Apple e Amazon, oltre a dati sul PIL e all’inflazione americana.

Attenzione però: la tregua è fragile. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz resta ridotto e non mancano segnali di tensione residuale. Un nuovo deterioramento potrebbe far risalire rapidamente il petrolio e cambiare di nuovo il quadro per banche centrali e mercati.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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