Insider trading? La Scommessa da 760 Milioni

C’è una storia che torna, sempre uguale, sempre più inquietante. Una storia fatta di movimenti anomali sui mercati, di tempistiche perfette, e di annunci politici capaci di far crollare il prezzo del petrolio in pochi minuti. E ogni volta, qualcuno sembra essere già lì. Pronto. In anticipo.

Oggi parliamo di una scommessa gigantesca: 760 milioni di dollari puntati sul crollo del Brent, appena venti minuti prima che Donald Trump annunciasse la riapertura dello Stretto di Hormuz. Venti minuti. Non ore. Non giorni. Venti minuti.

Secondo i dati di mercato, poco prima delle 15 italiane vengono venduti quasi 8.000 contratti futures. Una posizione ribassista enorme, costruita in un lampo. Poi, alle 15:06, arriva il post su Truth: “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il transito.” E il petrolio crolla del 10% in pochi minuti. Risultato: profitti milionari per chi aveva scommesso sul ribasso.

Ma non è un caso isolato. Anzi: è il terzo episodio in meno di un mese.

Il primo risale al 23 marzo. Anche lì, pochi minuti prima che Trump annunciasse il rinvio degli attacchi contro infrastrutture iraniane, i volumi esplodono: sul WTI si passa da 733 a oltre 2.000 contratti in meno di un minuto, sul Brent da poche decine a 1.600. Poi arriva l’annuncio… e il petrolio crolla fino al 14%. Ancora una volta, chi era entrato prima incassa.

Il terzo episodio è del 7 aprile: un’altra maxi‑posizione short, poche ore prima dell’annuncio di un cessate il fuoco tra Washington e Teheran. E ancora una volta, il prezzo scende.

Tre episodi. Stesso schema. Movimenti anomali → Annuncio politico → Crollo del petrolio → Profitti immediati.

La Casa Bianca ha respinto ogni insinuazione, parlando di accuse infondate e ribadendo che nessun funzionario può trarre vantaggio da informazioni riservate. Sui social, però, le speculazioni si moltiplicano. Dal lato iraniano, invece, si parla apertamente di “notizie false diffuse per influenzare i mercati”.

E allora la domanda non è più “se” ci sia qualcosa di strano. La domanda è: chi sta muovendo centinaia di milioni di dollari pochi minuti prima di annunci che cambiano il mondo? E soprattutto: come fa a sapere quando arrivano?

Perché tre coincidenze, tutte così precise, tutte così redditizie… non sembrano più coincidenze.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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