Le banche europee chiudono i rubinetti alle aziende.

Nel quarto trimestre, il credito alle imprese della zona euro ha subito un nuovo giro di vite. È quanto emerge dal sondaggio trimestrale sui prestiti bancari pubblicato dalla Banca Centrale Europea, che segnala un irrigidimento generalizzato dei criteri di concessione e prospetta ulteriori restrizioni nei prossimi mesi. Il quadro riflette un mix di incertezza macroeconomica, minore propensione al rischio da parte degli istituti e timori legati alle politiche commerciali globali.

Secondo la BCE, la metà delle 153 banche intervistate indica proprio l’incertezza sulle politiche commerciali come uno dei principali fattori che hanno frenato l’erogazione di credito, sia attraverso una riduzione della tolleranza al rischio, sia per effetto di una domanda più debole. Un contesto che, secondo l’istituto di Francoforte, continuerà a pesare sull’attività creditizia anche nel corso dell’anno.

L’inasprimento non è omogeneo all’interno dell’area euro. Germania e Francia registrano le condizioni più rigide per le imprese, mentre Italia e Spagna non mostrano variazioni significative. Il dato conferma una dinamica già osservata negli ultimi trimestri: la crescita dei prestiti a imprese e famiglie prosegue, ma resta lontana dai ritmi pre-pandemici, segnalando un’espansione economica ancora moderata nonostante la resilienza del blocco.

Sul fronte dei mutui, invece, il quadro è più sfumato. Le banche hanno continuato ad allentare i criteri per i prestiti immobiliari, in particolare in Francia, sostenute da prospettive più favorevoli per il mercato residenziale. Parte di questo allentamento, tuttavia, potrebbe essere riassorbito già nel primo trimestre. La domanda di mutui rimane solida, anche se la fiducia dei consumatori continua a rappresentare un freno.

Guardando ai prossimi mesi, gli istituti prevedono un aumento della domanda di credito in diversi settori, con alcune eccezioni rilevanti: automotive, commercio all’ingrosso e al dettaglio, e immobiliare commerciale. Segmenti che risentono più direttamente del rallentamento ciclico e dell’incertezza sui consumi.

Il sondaggio della BCE conferma dunque un sistema bancario più prudente e un’economia che procede a passo lento, mentre imprese e famiglie si muovono in un contesto di condizioni finanziarie ancora selettive.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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