Ferrari: Un -20% non troppo giustificato

Buongiorno amici,

Ho analizzato l’Investor Day di Ferrari del 9 ottobre e cercherò di riassumerlo in meno di 3 minuti.
Ferrari ha presentato un nuovo piano fino al 2030 che punta tutto sull’esclusività e sulla redditività, mostrando pragmatismo sulla transizione elettrica. Il piano sicuramente non è piaciuta al mercato visto che nell’ultima settimana il titolo è sceso di quasi il 20%. Ma questo crollo è del tutto giustificato? Vediamo insieme alcuni punti chiave.

Ferrari ha alzato la guidance per il 2025, superando con un anno di anticipo gli obiettivi di redditività fissati per il 2026. Questo dimostra una capacità di esecuzione eccezionale.
L’azienda prevede di generare circa €8 miliardi di free cash flow cumulato tra il 2026 e il 2030. Per darti un’idea, è quasi quanto hanno generato nei 10 anni successivi all’IPO.
Circa l’85% di questa cassa verrà restituito agli azionisti. Hanno annunciato un aumento del dividendo (al 40% dell’utile) e un nuovo programma di buyback da €3.5 miliardi.
Il portafoglio ordini è talmente pieno da coprire le vendite fino al 2027, garantendo una visibilità incredibile sul futuro.
Le personalizzazioni, che hanno margini altissimi, continueranno a essere un motore fondamentale della crescita. L’apertura di nuovi centri “Tailor Made” a Tokyo e Los Angeles va in questa direzione.

Tutte cose positive. Ma quindi? cos’è che non è piaciuto al mercato?
Innanzitutto la frenata sull’Elettrico, questa è la sorpresa più grande. Rispetto al piano del 2022, Ferrari ha rivisto drasticamente le stime per il mix di vendite al 2030. L’elettrico puro passa dal 40% al 20%, mentre i motori a combustione salgono dal 20% al 40%. L’ibrido resta al 40%. È una mossa pragmatica, dettata dall’ascolto dei clienti che amano ancora il sound dei V8 e V12, ma delude chi si aspettava un’accelerazione decisa verso l’elettrico.
Il piano prevede una crescita annua composta dei ricavi del 5% circa. Questo numero potrebbe sembrare basso ad alcuni investitori abituati a tassi più aggressivi, ma è la conseguenza diretta della strategia di massima esclusività e scarsità, che limita la crescita dei volumi.
Sebbene il riposizionamento del brand Lifestyle verso il lusso stia dando frutti (le borse ora vendono più dei cappellini), il suo impatto sui numeri totali del gruppo è ancora marginale.

Passando ora alla strategia di Ferrari possiamo dire che ha una sola parola d’ordine: unicità.
Ferrari non vuole vendere più auto, ma auto sempre più speciali e personalizzate.
Invece di aumentare i volumi di pochi modelli, lancerà più modelli diversi (circa 4 all’anno) in volumi limitatissimi. L’obiettivo è avere “Ferrari diverse per Ferraristi diversi”.
La Ferrari Elettrica non sarà una rivoluzione, ma un’aggiunta alla gamma per attrarre un nuovo tipo di cliente che oggi non comprerebbe una Ferrari. Sarà un modello esclusivo e a volumi contenuti.
Il nuovo stabilimento (e-building) è progettato per essere ultra-flessibile, in grado di produrre con agilità motori a combustione, ibridi ed elettrici sulla stessa linea, adattandosi rapidamente alle richieste del mercato.

Gli obiettivi al 2030 che si sono dati sono un fatturato di circa €9 miliardi, un Margine EBITDA Superiore al 40%, un Margine EBIT Superiore al 30%, un Utile per Azione (EPS) di Almeno €11.5 e per finire un Capex di €4.7 miliardi per finanziare nuovi modelli e infrastrutture.

Il nostro verdetto è che Ferrari, al di là della reazione del mercato, ha presentato un piano solido, pragmatico e focalizzato sulla protezione del DNA del marchio: la scarsità. Ferrari sceglie di non inseguire la moda sull’elettrico ma di ascoltare i suoi clienti più fedeli, massimizzando la redditività. La crescita non sarà certo esplosiva in termini di volumi, ma la qualità dei margini e la generazione di cassa rimarranno, a mio avviso, ai vertici assoluti del settore lusso. Stanno costruendo il loro futuro con cura, senza fretta. Un piano da veri “puristi”.

Bene, con questo aggiornamento su Ferrari è tutto.
Alla prossima!

Condividi l'articolo

Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

Commento all'articolo