Il rally dell’oro continua.

Ben ritrovati Amici risparmiatori,

Dunque, l’oro continua la sua corsa, e si avvia a chiudere la settima settimana consecutiva di rialzi. Un vero e proprio rally che lo ha portato a sfiorare i 3.900 dollari l’oncia, un massimo storico.

Il motivo principale, come sempre, è un mix di aspettative e incertezze. Da un lato, abbiamo le aspettative di un ulteriore taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense. I dati economici recenti, che mostrano un possibile rallentamento, stanno spingendo il mercato a scommettere su una mossa della Fed già questo mese. I tassi bassi riducono il costo opportunità di detenere un bene che non genera reddito, come l’oro, In altre parole, se un’obbligazione offre un rendimento misero, l’oro diventa una riserva di valore molto più attraente.

Dall’altro lato, c’è il fattore incertezza geopolitica e, in questo caso specifico, l’incertezza politica interna agli Stati Uniti. Lo shutdown del governo, che si è esteso al secondo giorno, crea non pochi problemi. Non solo blocca servizi e uffici, ma ritarda anche la pubblicazione di dati economici fondamentali, come il rapporto sui salari. Questo buco informativo genera nervosismo tra gli investitori, che cercano rifugio nei beni considerati più sicuri, come appunto l’oro. È la classica logica del “quando il gioco si fa duro, è meglio avere del metallo, in questo caso Oro”.

Tassi in discesa e incertezza politica sono i carburanti per il rally, ma se leggiamo tra le righe, c’è qualcosa in più. L’oro ha guadagnato il 47% dall’inizio dell’anno. Un rialzo così imponente non è solo una reazione a tagli dei tassi o a un shutdown. Riflette una sfiducia strutturale e crescente nel sistema finanziario e nelle valute fiat, in particolare nel dollaro. Gli investitori, sia i grandi fondi che i piccoli risparmiatori, stanno diversificando. Le vendite della Perth Mint lo confermano: la domanda fisica di oro è in forte aumento, quindi possiamo affermare che l’oro, per anni considerato un po’ il “metallo della nonna”, sta tornando a essere un’ancora di salvezza in un mare di incertezze. Non solo economiche, ma anche politiche e sociali.

La sensazione è che il mercato stia prezzando non solo un’inflazione che non vuole morire, ma anche un rischio geopolitico sempre più palpabile e una fiducia nei governi che, diciamocelo, è ai minimi storici. L’oro, in questo contesto, non è solo una scommessa sui tassi, ma una dichiarazione di sfiducia. E da bravi analisti diciamo che è questa la vera notizia da tenere d’occhio.

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Autore e analista che si dedica alla divulgazione delle principali notizie finanziarie attraverso piattaforme digitali.

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